Descrizione
Un saluto ed un abbraccio commossi ieri nel Santuario della Madonna dei Miracoli al Sergente Laura Procacci, coinvolta tragicamente nell'incidente in elicottero in Bosnia, dove era in servizio per la Croce Rossa in una missione di Pace.
Autorità civili e militari, cittadini, amici, e la sua cara famiglia le hanno dato l'ultimo saluto. Le esequie, officiate dal Vescovo di Andria mons. Luigi Mansi, hanno visto una commossa presenza di tantissime persone.
Per questa giornata il Sindaco Giovanna Bruno ha proclamato con ordinanza sindacale lutto cittadino.
Al termine della celebrazione il Sindaco di Andria hanno consegnato alla comunità presente un messaggio di commiato a Laura.
Ecco il testo.
"Carissima Laura,
siamo a consegnarti le parole ancora non dette. Le storie non vissute, i sogni non realizzati, le risate non consumate, i traguardi non tagliati.
Ci hai dato troppo poco tempo per farlo. Appena 32 anni.
Eppure…quanto e quanto hai messo in questo tuo fugace tempo terreno!
In primo ed ultimo luogo, hai messo “gli altri”.
Con mamma Maddalena e papà Giuseppe, con Maria Giovanna e Giulia, tuoi ‘complici’ nelle azioni che hai scelto quotidianamente di fare, hai dato casa a chiunque fosse fragile, o debole, o piccolo o semplice o indifeso. E lo hai fatto con un sorriso che spiazzava, con una positività che travolgeva.
Questo dicono di te. In queste ore, in questi giorni…si moltiplicano i racconti di ciò che hai rappresentato per chi ti ha conosciuto o incrociato appena.
E ritorna, incessante, la tua scelta di campo: il volontariato. Che è la forma più alta di cittadinanza. Questa parola spesso abusata, con te si impone, forte, alla nostra attenzione perché ce ne hai ridato il senso originario: voluntas. Volontà.
Hai scelto tu. Hai scelto di metterti dove c’era bisogno, dove si ricostruisce. Nel tempo Covid, durante la “guerra” dei vaccini e delle restrizioni. Poi nelle domeniche delle Palme, con i colori giallo-ciano e i ramoscelli d’ulivo; poi nell’animazione del Borgo che hai orgogliosamente amato; poi con i piccoli, poi in terre diverse, tra studio e qualifiche; poi nella sensibilizzazione sulle tematiche e le problematiche del mondo femminile, tra sfide e retaggi culturali; poi nelle strade e nei luoghi in cui ti precedeva la leggerezza della tua piacevole presenza, la profondità dei tuoi pensieri; poi la Croce Rossa Italiana, vanto collettivo; poi la divisa. Il giuramento: non solo ad una bandiera ma alle ragazze e donne che verranno dopo di te, a sottolineare che la divisa non ha genere, ha solo valore, disciplina e umanità.
Il volontario non è chi fa del bene nel proprio tempo libero ma chi dice “il mio tempo non è solo mio, è della comunità”.
Cosa resta? Cosa, che non sia solo una fotografia da copertina e una partecipazione tanto numerosa e composta?
Resta la tua scelta di credere che l’Italia non finisce al confine di Montegrosso o di Andria o di Canosa, ma continua ovunque un italiano porti aiuto, ovunque sparga un seme di Pace. Resta che la Patria è la gente a cui tendi la mano, senza che te lo chieda. E farlo è la cosa più naturale del mondo, nella straordinarietà del suo ordinario a cui siamo sempre più restii.
In un tempo che non riconosce modelli se non urlano abbastanza, se non si mostrano in abbondanza, se non si impongono con arroganza e prepotenza; in un tempo in cui la prima guerra è quella della superficialità e delle relazioni, arrivi tu, donna di bellezza intima e profonda.
Tu che la sofferenza l'hai conosciuta, attraversata fino in fondo, superandola
Arrivi con la tua divisa che dice fierezza, appartenenza, radici, ideali, unità.
Arrivi tu a declinarci il verbo servire. Tra i verbi è fra i più nobili. Dalla più antica origine del verbo “servare” che significa custodire, guardare, preservare. Hai custodito la tua e le nostre Comunità, hai guardato alla pace anche in Bosnia, hai preservato l’onore della divisa che hai indossato.
Servire non è obbedire. Obbedire è eseguire un ordine.
Servire è scegliere a chi dedicare la propria libertà. E’ amare. Perché di amore siamo plasmati, e all’amore siamo destinati.
Laura, ci stai lasciando un segno potente: il tuo servizio. Ce lo hai fatto vedere, chiaro in volto: si può servire senza mai servire se stessi.
Servire per te non è mai stato chiederti cosa ti spettasse, ma dove tu servissi di più, senza riserve.
Carissimi genitori, grazie per il suo dono a noi tutti. E scusateci, insieme a voi sorelle, se Laura è stata strappata alla vostra intimità familiare ed è diventata patrimonio collettivo. Orgoglio comune.
Nella commozione muta di questa cerimonia, in questa solenne giornata dedicata all’Unità Nazionale e al valore delle Forze Armate, raccogliamo il suo testimone, ringraziandola per quanto fatto.
Lei ci dona il privilegio di custodirla oltre il ricordo di un momento e, nel silenzio operoso cui ci ha abituati, ci chiede che il suo esempio faccia rumore nelle nostre coscienze, nelle nostre vite. Perché un solo seme di Pace come il suo, fa germogliare umanità sui terreni aridi dell’indifferenza. Fa la rivoluzione.
Laura ha scelto da che parte stare, sempre. Tocca farlo anche a noi, a ciascuno di noi.
Onori a te, Laura!"
Andria, 4.11.2026
Il Sindaco
Avv. Giovanna Bruno
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Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026, 13:40