Descrizione
«Un sudario che urla in silenzio, che piange, che trasuda e pulsa, che porta l'odore del sangue, della non vita, della dignità calpestata.
Abbiamo visto nomi, tantissimi nomi, volti, persone, bambine e bambini, ragazze e ragazzi presenti con i loro nomi scritti, le loro storie, la loro tenerissima età accarezzata da tutte le mani che hanno sostenuto il sudario lungo tutta la via, in un silenzio orante e denso di amore.
L’immagine potente richiama tutte e tutti noi alla responsabile denuncia del diritto alla vita, a difendere i morti dall'oblio e a ritrovarci umanità seminando continuamente la pace.
Accompagnare e sostenere questo sudario denso di persone, di bambine e di bambini, ci ha letteralmente trascinati in un luogo di morte, per imparare a vedere insieme come comunità e denunciare, per seppellire i morti, per portare al cuore, per difendere i diritti umani, l'amore e la vita».
Sono le parole della Presidente del Consiglio Comunale Daniela Di Bari che ha rappresentato la città di Andria alla manifestazione di ieri a Bari, dove è giunto il Sudario delle Bambine e dei Bambini di Gaza, che ha attraversato le vie della città, come già accaduto in tantissime altre città italiane.
Realizzato dal collettivo “Carnia per la Pace”, il Sudario è un lunghissimo telo di 25 metri su cui sono stati scritti i nomi di 18.457 bambine e bambini, ragazze e ragazzi palestinesi uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023 a maggio 2025 dai bombardamenti e dai droni israeliani.
I loro nomi sono stati scritti uno alla volta, da persone diverse, per un gesto semplice e profondamente umano e politico: restituire dignità a quei corpi e ricordare che dietro ogni numero c’era una vita, un sogno infranto, una famiglia distrutta, un frammento di futuro sottratto ad un popolo già martoriato.
Il sudario è stato srotolato in Piazza Diaz ed è stato sorretto e accompagnato da centinaia di mani.
“Un gesto silenzioso e potente – si legge nel documento che accompagna l’iniziativa del Collettivo - che contrappone alla politica della cancellazione un atto collettivo di Cura e memoria, a partire dalle bambine e dai bambini, ragazze e ragazzi. Un grido silenzioso ma ostinato di tante cittadine e cittadini, associazioni che vogliono che all’esercizio necessario e simbolico del fare memoria seguano le scelte, le delibere, gli atti concreti”.
In allegato il documento integrale del Collettivo sulla inziativa in corso in molte città italiane
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Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026, 14:54