Descrizione
E’ stata pubblicata l’11 marzo u.s. la gara per l’appalto integrato finalizzato al “Recupero funzionale dell’immobile comunale Ex Carcere Mandamentale”. Si tratta di un risultato importante che giunge dopo un lungo lavoro partito con la redazione del PFTE, progetto di fattibilità tecnico ed economico, approvato prima in Giunta e poi in Consiglio Comunale, passaggi necessari per l’adozione della variante urbanistica su una porzione dell’immobile.
L’opera è finanziata con diversi fondi, tra cui vecchi mutui, finanziamenti regionali ed europei. L’obiettivo generale, sul piano prettamente edilizio, è la ristrutturazione dell’intero immobile con l’eliminazione del muro di cinta e la riqualificazione a verde attrezzato di tutta l’area esterna pensata per offrire spazi verdi attrezzati anche al quartiere. Nel dettaglio, l’intervento prevede la realizzazione di 7 alloggi per l’edilizia sovvenzionata e 6 alloggi da adibire ad anziani non autosufficienti. L’intera misura finanziaria nasce, quindi, per dare risposte sul piano sociale ed è per questo che ha coinvolto sin dall’inizio anche il Settore servizi sociali.
Tra gli altri obiettivi, l’intervento vuole fornire sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell'istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti; attuazione di percorsi di autonomia per persone con disabilità nonché housing temporaneo e stazioni di posta.
«Anche nel quartiere di S. Maria Vetere - dichiara l’ass. al Quotidiano arch. Mario Loconte - si conferma l’attenzione sul fronte della rigenerazione urbana, che in questo caso vede accostare alla riqualificazione dei luoghi, da decenni abbandonati al degrado più totale, la rigenerazione del tessuto sociale».
Per l’ass. alla Persona Gianni Vilella «questo intervento dimostra quanto sia alta l’attenzione dell’Ente nel supportare, attraverso il capillare lavoro quotidiano portato avanti Settore Politiche Sociali, le fasce sociali più deboli».
«E’ un altro obiettivo strategico che questa amministrazione porta avanti – afferma la Sindaca avv. Giovanna Bruno - Un’opera da sempre simbolo di degrado, mai entrata in funzione, oggi vede avviare una fase decisiva per risanare un’altra parte di città spesso dimenticata. Lo dobbiamo all’intero quartiere e all’intera comunità cittadina».
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Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2026, 12:15