Descrizione
"Carissimi tutti,
che bella questa piazza! Che bella tutta questa presenza, questi colori, questi suoni. Quanta speranza! Quanta energia da fare il pieno per i tempi di magra, per quando sembra tutto buio e perso.
Lo abbiamo detto qualche mese fa, marciando con a fianco don Luigi Ciotti. Abbiamo detto e ripetuto che siamo noi, legalità organizzata, il primo presidio contro il malaffare.
Quella con cui fare i conti, respingendo la criminalità che viene ad accarezzarci, sempre più spesso. Siamo quella legalità organizzata che oggi ricorda, rispettosa, il sacrificio di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, delle scorte, dei familiari, di tutte le vittime di mafia.
Siamo una piazza da tante sfumature: percorsi, appartenenze, ruoli, storie e visioni sicuramente differenti, ma tutti animati da un unico obiettivo. Provare ad essere comunità vera, almeno contro il male. Che si condanna e si combatte non perché si è di una scuola o di un’altra, non perché si è di un partito o di un altro, non perché si è chiesa, o parlamentare o consigliere o funzionario o dirigente o alunno o insegnante ma perché si è tanti volti di un’unica Comunità. La comunità in cammino. Per provare ad arginare il male, sempre in agguato.
Nel salutare e ringraziare indistintamente tutti, davvero tutti, mi soffermo un attimo su di voi, ragazzi cari: siate padroni del vostro tempo. Della vostra storia. Appassionatevi, innamoratevi di qualcosa, perché il fuoco dell’amore (quello sano e quello vero) vi riempie il vuoto, vi alza da terra, 3 metri sopra il cielo, vi irradia il volto di bellezza e vi lancia nella positività. Innamoratevi dell’arte, dello sport, della lettura, dell’ambiente…innamoratevi. Come Andrea con la sua musica, da cui è stato salvato.
Innamoratevi perché quando c’è amore c’è bellezza che non dà spazio al male, al brutto. Alla guerra. La guerra…
In questa giornata nazionale della legalità, in memoria di tutte le vittime di mafia, questa piazza vuole essere anche luogo di pace, testimonianza di pace, nella sua unità.
A Gaza si muore da tanto, troppo tempo. C’è un genocidio in corso, nel silenzio di noi altri, nell’indifferenza. Si muore di fame, di torture. Si muore, grandi e piccoli, donne e bambini, anziani e ammalati. Si muore. Da 600 e più giorni una morsa di dolore che conta oltre 50.000 vittime. Questa piazza le piange, in questo giorno di legalità. Non si può fare altrimenti. Perché il primo avamposto dell’illegalità è l’ingiustizia e dove non c’è giustizia c’è sopraffazione e poi violenza che è guerra. 50.000 vittime che domani, 24 maggio, vogliamo avvolgere idealmente in altrettanti sudari, esponendo fuori dalle nostre finestre o balconi un lenzuolo bianco, quello che si usa per rannicchiare i cadaveri.
Proviamo ad essere davvero una piazza, una città, una provincia, un Paese di pace. Facciamolo tutti insieme, proprio come qui, oggi: scuola, chiesa, famiglie, forze dell’ordine, istituzioni, imprese, associazioni, cittadini. Legalità, Giustizia, Pace, Vita!
Peccato per gli assenti, intendo quelli volutamente assenti. Hanno perso l’ennesima occasione per dire a se stessi di essere parte di una Comunità. Hanno perso l’occasione per unire il loro volto o la loro voce o la loro indignazione a quella di noi tutti, determinati solo e unicamente a fare esercizio di unità contro il male.
Grazie a chi non demorde, grazie a chi non si rassegna, a chi spera e agisce, come questa piazza oggi fortemente dimostra! Piazza di legalità, piazza di giustizia, piazza di pace!
Andria, 23.5.2025
Marcia della Legalità
Giovanna Bruno
Sindaco di Andria
A cura di
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2025, 14:51