Sono passati esattamente due mesi dal primo appello che il CALCIT di Andria, associazione storica territoriale che si occupa dal 1984 di malati oncologici, aveva lanciato alle istituzioni per prevedere una rapida diffusione del vaccino anti covid 19 ai fragili ed in particolare a coloro i quali hanno patologie oncologiche.

Ma al momento poco è cambiato. Nella regione tanti vulnerabili ed ultra vulnerabili restano in attesa di una preziosa dose di vaccino che, in queste condizioni, spesso può essere uno spartiacque essenziale tra la vita e la morte.

«E’ un appello che vogliamo ribadire con maggiore forza oggi – ha spiegato il Presidente del Calcit di Andria Nicola Mariano – nel momento in cui la vaccinazione è diventata ancor di più un’urgenza visto che anche i medici di medicina generale sono stati coinvolti nella vaccinazione dei pazienti fragili.

C’è stata una delibera regionale di qualche giorno fa che indicava nei pazienti vulnerabili ed ultra vulnerabili le priorità vaccinali che dovevano esser messe in campo.

Lo avevamo ribadito con forza già tempo fa e lo rifacciamo oggi nel momento in cui la vaccinazione di massa viene affidata ai medici curanti».

In realtà molte delle strutture oncologiche pugliesi che hanno pazienti ricoverati o che seguono pazienti in fase acuta, stanno già prevedendo autonomamente alle vaccinazioni.

Il problema è che c’è un’ampia fetta di popolazione che continua a combattere con queste malattie che, al momento, resta praticamente esclusa od in attesa del vaccino. Tra le altre cose in Puglia si rischia di viaggiare a velocità diverse tra ASL ed ASL visto che a Bari, per esempio, la vaccinazione di massa dei malati oncologici è già partita seppur con qualche difficoltà iniziale.

«Il Calcit fa parte del Comitato Consultivo Misto – spiega ancora il Dr. Mariano – è una delle associazione che afferisce al CCM dell’Oncologico di Bari laddove ogni associazione ha presentato alla ASL Bari un elenco di pazienti fragili con l’esenzione 048, per esser più precisi.

Questi pazienti vengono vaccinati sia nel Policlinico che presso l’hub della Fiera del Levante.

Quello che vogliamo ribadire con forza – conclude il Presidente del Calcit – è l’invito alle autorità sanitarie regionali che questa pratica venga estesa a tutte le ASL rapidamente».

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