Siamo stati a Bari per cercare di trovare una soluzione, tramite una convenzione con l’Università, a uno – spiega l’Ass. all’Ambiente, dr. Pasquale Colasuonno – dei tanti problemi legati ai cani randagi presenti in città.

La convenzione non è ancora siglata e non ne avrei parlato – perché non mi piace parlare di fatti che non siano ancora concreti – se ieri non fosse uscita la notizia del cane ucciso da un branco di randagi.

Ho deciso di raccontare della giornata di ieri perché sia chiaro che la sensibilità verso gli animali di affezione è molto alta, e il problema del randagismo è qualcosa che abbiamo ben chiaro, per risolvere il quale lavoriamo costantemente, non solo nel caso di episodi eclatanti.

Teniamo conto di tutte le segnalazioni che arrivano, ma dare risposte costantemente ci è materialmente impossibile.

Pur percorrendo tutte le strade possibili: sterilizzazioni, segnalazioni alla Asl, collaborazione con le associazioni (il cui lavoro è preziosissimo e imprescindibile).

Ridurremo sensibilmente il problema quando avremo un canile comunale, per cui abbiamo reperito i fondi essendo stati vincitori di un bando, ma si sa, in Italia i passaggi burocratici hanno bisogno di tempo.

Nel frattempo c’è da stringere i denti perché il canile è pieno e le risorse sono pochissime se non inesistenti.

Ovviamente, assieme al Comandante della Polizia Municipale, è già partita – conclude Colasuonno – la segnalazione del gruppo di randagi presso la Asl.

In questo modo tamponeremo il problema, risolverlo però è tutt’altra cosa”.

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